Giordania

In Giordania, a partire dal 2012 la Cooperazione Italiana si è impegnata con fondi di emergenza e interventi di resilienza a sostegno della comunità di rifugiati e delle comunità ospitanti nei settori della salute, della protezione dell’infanzia e dei gruppi vulnerabili, dell’ empowerment femminile, nonché del settore livelihood, eseguiti da OSC e OO.II.

Situata nel cuore del Medio Oriente e indipendente dal 1948, la Giordania ha una storia recente di rapida crescita della popolazione dovuta alle crisi regionali e ai conseguenti movimenti di persone. Il Paese ha infatti accolto libanesi in fuga dalla guerra civile libanese, iracheni alla ricerca di rifugio in seguito alla guerra del Golfo e in Iraq, e un gran numero di palestinesi provenienti dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza. Dal marzo 2011, con l’esacerbarsi della crisi siriana, sono arrivati ​​in Giordania numeri senza precedenti di migranti dalla Siria.

Pur non essendo firmataria della Convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati, la Giordania ha quindi accolto un numero di migranti tale che, ad oggi, la popolazione di rifugiati rappresenta quasi il 30% della popolazione totale.

Le strategie di Cooperazione Internazionale in Giordania precedenti al 2011, fatta eccezione per la questione palestinese, erano caratterizzate da interventi di stampo prettamente socio-economico.

A partire dal 2011, la crisi siriana ha ripercussioni notevoli sulla stabilità socio-economica e sulla sicurezza del Paese, che si aggiungono alla già presente necessità di implementare riforme politico-sociali volte al miglioramento della condizione economica del Paese. L’afflusso massiccio di rifugiati siriani, a cui (sebbene con alcune limitazioni) è stato garantito l’accesso ai servizi pubblici al pari della popolazione locale, ha messo a dura prova la capacità del Paese di mantenere un livello qualitativamente e quantitativamente adeguato di servizi al cittadino. In particolare, ne è scaturita una certa competizione sul mercato del lavoro informale e non qualificato e sull’utilizzo dell’acqua, che è un bene scarsissimo in Giordania.

L’aggravio economico sul bilancio pubblico derivato dalla maggiore richiesta di servizi viene quantificato dal governo giordano in 10.288 miliardi di USD dal 2011 al 2016. Tuttavia, mercati interni hanno reagito abbastanza bene all’aumento della domanda di beni primari, i cui prezzi non sono significativamente aumentati negli ultimi 4 anni – fatta eccezione per i prezzi degli alloggi e del pane.

Il Fondo Monetario Internazionale calcola che il 26% dell’economia giordana sia informale. Si calcola che il consumo delle già scarse risorse idriche sia aumentato fino al 40% nelle aree di maggiore concentrazione della popolazione siriana rifugiata.

Ciò nonostante e malgrado il generoso afflusso di denaro reso disponibile dalla comunità internazionale sotto forma di aiuti umanitari e di aiuti allo sviluppo, più dell’80% dei rifugiati siriani insediati in contesti urbani e rurali continua a vivere sotto la soglia di povertà; il 39% non ha accesso a quantità sufficienti di cibo (ed è quindi classificato come food insecure) e un ulteriore 26% è a rischio di trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare. Il lavoro minorile è raddoppiato rispetto al 2007 e coinvolge quasi 70.000 bambini, per lo più siriani, il 64% dei quali impiegati in condizioni potenzialmente pericolose e a rischio di abusi ed il 28% è di età inferiore ai 14 anni.

Il turismo è uno dei settori economici di punta del Paese, in particolare quello proveniente dall’Europa e dagli Stati Uniti, e ha un ottimo potenziale di crescita e, quindi, di creazione di occupazione. Gli investimenti del Governo giordano si sono concentrati soprattutto sul miglioramento delle infrastrutture, della promozione e dei servizi, e in minor misura sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Approfondimenti

Alla luce dell’impegno finanziario assunto dall’Italia in occasione della Conferenza di Londra del 2016 per sostenere il Paese nel far fronte all’impatto devastante della crisi siriana, la Giordania viene inserita nel documento di programmazione 2016-2018 tra i paesi prioritari per la cooperazione italiana. Gli sforzi per garantire l’assegnazione delle priorità e la definizione di obiettivi efficienti per perseguire iniziative di miglioramento sostenibili e a lungo termine sono stati applicati in modo coerente, nell’ambito di un approccio partecipativo che accresce la partecipazione delle istituzioni locali.

In Giordania, a partire dal 2012 la Cooperazione Italiana si è impegnata con fondi di emergenza e interventi di resilienza a sostegno della comunità di rifugiati e delle comunità ospitanti nei settori della salute, della protezione dell’infanzia e dei gruppi vulnerabili, dell’ empowerment femminile, nonché del settore livelihood, eseguiti da OSC e OO.II.

Dal 2017, l’Italia ha allocato 14,5 milioni di Euro per interventi di assistenza umanitaria principalmente nei settori della salute e della protezione.

Il totale dell’impegno dal 2012 al 2020 per la crisi siriana è di:
€ 77 milioni a supporto dei rifugiati e delle comunità ospitanti, inclusi ulteriori
€ 13,75 milioni e a valere sulla programmazione per il 2020 a supporto di OSC e OO.II. per l’attuazione di progetti nei settori di istruzione, salute, infrastrutture, sicurezza alimentare e protezione.

A seguito dell’inasprirsi del conflitto siriano, dal 2012 al 2020 la Cooperazione italiana ha investito in Giordania 77 milioni di euro a sostegno sia dei rifugiati in fuga dalla Siria che delle comunità ospitanti giordane più vulnerabili, colpite dalla pressione della crisi. In assistenza alle Organizzazioni Internazionali (ICRC, UNHCR, UNICEF, UNOPS, UNWomen, WFP, WHO), il 55% è stato allocato sul canale multilaterale, mentre il 45% è stato allocato sul canale bilaterale (interventi umanitari, affidamenti a OSC e gestione diretta).

Nel 2020 la Cooperazione Italiana ha stanziato quasi 13,75 milioni di euro per assistere le Organizzazioni della Società Civile e le Organizzazioni Internazionali nella realizzazione di progetti nei settori Istruzione, Salute, Infrastrutture, Livelihoods, Sicurezza e Protezione Alimentare, di cui 6,25 milioni per l’emergenza iniziative e 7,5 milioni per le iniziative LRRD da attuare a partire dal 2021.

La programmazione dei fondi ordinari precedente al 2019 si è limitata ad una serie di iniziative  strettamente legate alle esigenze di risposta alle conseguenze della crisi siriana nel Paese, non incentrate su interventi di assistenza umanitaria, ma sul rafforzamento delle capacità istituzionali soprattutto del Ministero delle Municipalità giordano.

Con la firma del nuovo MoU con la Giordania, Il Governo italiano si impegna a concedere fondi a dono per un ammontare non inferiore a 19 milioni di Euro e prestiti agevolati per 143.8 milioni di Euro nel biennio 2017-2019. I fondi sono finalizzati al finanziamento delle iniziative che ricadono sotto le priorità strategiche individuate in accordo tra le parti, nelle seguenti aree di intervento: promozione della crescita sostenibile attraverso l’uso efficiente delle risorse locali; coesione sociale; governance.

Nel marzo 2017 il governo italiano ha sottoscritto un Memorandum of Understanding (MoU) con il Governo giordano per il periodo 2017-2019 volto a rafforzare la cooperazione bilaterale e contribuire al raggiungimento degli obiettivi enunciati nei documenti programmatici del Governo giordano: il Programma di sviluppo 2016-2018 e il piano giordano in risposta alla crisi siriana – Jordan Response Plan (JRP).

AICS Amman sta attualmente implementando programmi basati sulle priorità strategiche identificate nel MoU, come segue:

  • 1. crescita sostenibile attraverso l’uso efficiente delle risorse locali;
  • 2. investire nelle persone e nella coesione sociale; e
  • 3. governance.

Un ulteriore passo importante per la cooperazione tra Italia e Giordania si è registrato con la firma, il 13 Maggio 2018, del nuovo Accordo Quadro che sostituisce e innova il precedente accordo del 16 Giugno 1965.

L’Accordo Quadro intende (i) migliorare le già esistenti relazioni tra i due Paesi, con riferimento specifico al settore della Cooperazione e dello Sviluppo, (ii) implementare le attività concordate e da concordare tra i due Paesi e finanziate dalla Repubblica Italiana, o da altre entità italiane, nella maniera più efficiente possibile, (iii) riaffermare la disponibilità italiana a supportare le strategie di sviluppo della Giordania con progetti che si svolgano nel rispetto di queste strategie, dei principi internazionali e dalle obbligazioni derivanti dall’appartenenza Italiana all’Unione Europea, (iv) incoraggiare la cooperazione tra le entità pubbliche e private, nonché tra le Organizzazioni Nazionali ed Internazionali, al fine di implementare iniziative di cooperazione e sviluppo.

In particolare, l’articolo 4 dell’Accordo definisce la creazione di un Programma Paese della durata di 3 anni con lo scopo di realizzare un piano di sviluppo e cooperazione specifico e comprensivo della definizione delle priorità settoriali, dei risultati previsti, delle modalità di implementazione, considerando costi e manovre finanziarie.

L’Accordo intende avviare una cooperazione strutturata a medio-lungo termine in favore del Regno Hashemita di Giordania che vada oltre la risposta alla crisi umanitaria siriana, elemento base dell’azione degli anni precedenti.

A nove anni dal suo inizio, la protratta crisi in Siria ha creato una complessa emergenza umanitaria nella regione araba, con due terzi della popolazione che risultano sfollati e un aggravarsi delle pressioni socio-economiche dovute alle ripercussioni della crisi nei paesi vicini. La Cooperazione Italiana fornisce assistenza e protezione alla popolazione in Siria, nonché ai rifugiati e alle comunità di accoglienza colpite dalla crisi in Iraq, Giordania, Libano e Turchia, per garantire che le persone più vulnerabili possano soddisfare i propri bisogni primari e possano avere accesso a maggiori opportunità di sostentamento.

Siria, l’evoluzione della crisi ed il dramma umanitario

Il conflitto siriano rappresenta una delle maggiori crisi umanitarie della storia recente in termini di protezione e tutela dei diritti dei civili, inclusi quelli della popolazione più vulnerabile. Si stima che il numero di morti per cause dirette ed indirette – date dal limitato accesso a beni e servizi essenziali – vada dai 320.000 ai quasi 500.000.

Dall’inizio della crisi in Siria, secondo l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari dell’ONU (UNOCHA), circa 13,1 milioni di persone in Siria necessitano di assistenza umanitaria. Di questi, 5,6 milioni di persone sono in grave bisogno di sostegno a causa di una combinazione di problemi quali l’inasprirsi delle ostilità, la migrazione forzata e l’accesso limitato a beni e servizi di base, che li ha resi più vulnerabili.

Dei 5,5 milioni di rifugiati siriani presenti in tutto il mondo, la maggior parte dei quali si trova nei paesi limitrofi, un numero molto limitato è tornato in Siria mentre circa 6.3 milioni, di cui la maggior parte minori, risultano sfollati interni.

Nessuna assistenza umanitaria o servizio di protezione possono compensare la mancanza di una soluzione politica alla crisi. In questo contesto, la protezione delle persone colpite e/o a rischio costituisce per la Cooperazione Italiana la base della programmazione della risposta umanitaria.

L’impegno italiano

Dalla fine del 2012 ad oggi, la Cooperazione Italiana ha destinato circa 286 milioni di euro in risposta alla crisi siriana: in Siria (27%), nei Paesi limitrofi (Libano 38%, Giordania 25%, Iraq 1%, Turchia 0,7%) ed a livello regionale (7%), in linea con i piani nazionali dei vari Governi e con i piani delle Nazioni Unite.

In Siria

Nel Paese sconvolto dal conflitto, la Cooperazione italiana è intervenuta con 46.261.453 euro destinati ad interventi in diverse regioni del Paese, sia nelle aree controllate dal Governo che non. I progetti, realizzati in collaborazione con OSC presenti nel territorio e con Agenzie delle Nazioni Unite, tra cui UNHCR, UNRWA, UNICEF, WHO, OCHA, IOM, WFP e FAO, rispondono ai bisogni degli sfollati interni, in termini di sicurezza alimentare, protezione, tutela dell’infanzia, supporto alle donne attraverso attività generatrici di reddito, e accesso ai servizi primari, tra cui quelli sanitari, psicosociali ed educativi.

Ultimo aggiornamento: 11/03/2026, 16:13

Iraq

Dal 2014 le iniziative umanitarie di AICS hanno avuto come obiettivo principale il miglioramento dell’accessibilità, l’inclusività e la qualità dei servizi educativi e sanitari di base a favore dei rifugiati siriani, degli sfollati iracheni e delle comunità ospitanti, prestando particolare attenzione alle categorie più vulnerabili, in particolare minoranze etnico-religiose, donne, minori e disabili.

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Partner

Il partenariato tra Italia e Giordania si fonda su valori condivisi di pace, diritti umani e sviluppo sostenibile, ed è stato ulteriormente rafforzato dalla comune adesione agli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

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Titolare della sede

Michele Romano ha assunto il ruolo di Titolare della Sede AICS di Amman a partire dal 4 febbraio 2026

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Profilo e obiettivi

AICS ha inaugurato la sede in Giordania nel Luglio 2016, con l'obiettivo di implementare iniziative di cooperazione internazionale volte a migliorare le condizioni di vita della popolazione locale e ospitata, promuovere lo sviluppo sostenibile, rafforzare le istituzioni democratiche e lo stato di diritto, nonché sostenere la stabilizzazione post-conflitto con particolare attenzione rivolta alla crisi siriana.

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